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1402 Primo documento attestante la presenza di una consistente attività tessile a Stia.
1486 Manoscritto si apprende che Jacopo di Bartolo Rampini teneva in affitto un mulino da Galla e una Tinta sul fiume Staggia.
1545 Documento attestante l'esistenza lungo il torrente Staggia di vari insediamenti tessili.
1605 Acquisto di una gualchiera sul torrente Staggia da parte di Andrea di Cosimo Ricci ( Catasto di Stia, Libro d'estimo Palagio dentro.)
1781 Acquisto da parte di Francesco Piccioli dell'area poi denominata " Vecchia Fabbrica Beni".
1798 Pietro Ricci acquista alcuni opifici lungo il torrente Staggia: cinque Gualchiere e tre Tinte.
1808 Pietro Ricci impianta nei pressi di Stia, in località la "Tintoria" la prima Fabbrica tessile, intesa come accentramento in uno stesso luogo di diverse fasi di lavorazione.
1825 Acquisto da parte della Famiglia Beni dell'immobile denominato poi "Vecchia fabbrica Beni".
1830 Marco Ricci inizia la meccanizzazione del lanificio.
1838 Gli Operai dei due lanifici Beni e Ricci si organizzano nelle prime "Società di Mutuo Soccorso".
1844 Chiusura delle fabbriche Beni e Ricci, Tentativo di ripristino dell'attività da parte del Conte Luigi Goretti de' Flamini
1844 Assegnazione della medaglia d'Oro di prima Classe a Firenze alla Soc. Luigi Goretti & C. per i magnifici prodotti esposti.
1846 Il Repetti inserisce il Conte Luigi Goretti de' Flammini & C. tra i principali lanifici del Granducato.
1851 Acquisto da parte di Marco Ricci di tutti gli immobili adibiti a Lanificio, da gli eredi del Conte Goretti de'Flamini.
1852 Si costituisce la prima "Società del Lanificio di Stia".
1861 Alla I° Esposizine Nazionale Italiana organizzata a Firenze e inaugurata da il novello Re d' Italia Vittorio Emanuele II, ammiratissimi furono i tessuti militari. Il che fece assegnare
al Lanificio di Stia una nuova Medaglia d' Oro.
1861/65 Probabile costruzione da parte del Siemoni del Ponte-canale della Tintoria, ripristinando così l'immobile per la lavorazione azionando una nuova Turbina
1862 Scoglimento della Società di gestione del Lanificio e nuova Direzione Commerciale e Tecnica affidata ad Adamo Ricci
1862/70 Costruzione di nuovi edifici, ampliamento di edifici preesistenti e Meccanizzazione quasi completa del Lanificio
1967 Partecipazione all'Esposizione Universale di Parigi
1869 Riorganizzazione della Società di Mutuo Soccorso fra gli operai del Lanificio da parte di A. Ricci con ben 420 associati
1870 Alla Esposizione regionale Agricola, Industriale e di Belle-Arti delle province Toscane in Pistoia altra Medaglia d' Oro al Ricci
1880 Nel Lanificio si producono 220.000 metri l'anno di panni follati, drapperia per uomo e altri tipi di stoffe
1888 24 maggio morte di Adamo Ricci. L'intero paese è in Lutto
1893 Fallimento del Lanificio di Stia. Condotto dai Figli di A. Ricci
1894 Cessione di tutti gli immobili alla Società Anonima p.a. "Lanificio di Stia". Negli anni successivi il Pacchetto di maggioranza di questa Società (85%) fu rilevato dalla Schmitz & Lombard
1894 Viene chiamato a dirigere il Lanificio di Stia il veneto Giovanni Sartori. Realizzati nuovi edifici e ampliati i vecchi
1894/08 Arrivo a Stia della Ratinatrice,nascita in questo arco di tempo del Tessuto Casentino con il Ricciolo, prima di allora il tessuto non aveva il ricciolo
1904 Per l'ottima organizzazione e per l'alta qualità del tessuto prodotto, il Lanificio viene autorizzato a fregiarsi dell'emblema dei Savoia come fornitore ufficiale della Casa Reale.(del che fu mediatore l' allora Sindaco Carlo Beni)
1909 Costruzione e allestimento di una moderna tintoria corredata di macchinari aggiornatissimi. La vecchia "Tintoria" viene convertita in case Operaie, per i soci della S. di M. Soccorso
1915/57 Nascita della prova del secchio a cui tutti gli operai assistono dalle finestre.(La prova consisteva:Un militare sceglieva una pezza, ne venivano tegliati circa 3 mt, quattro piantoni la tendevano sui lati, veniva versato un secchio d'acqua e se, entro un determinato tempo l'acqua filtrava la fornitura saltava e anche le future)
1915/18 Aumenta la produzione di Panni militari durante la G. Guerra
1918 Sono presenti circa 136 telai con una produzione di oltre 700.000 metri di stoffa, il lanificio era dotato, inoltre di 8 assortimenti per la cardatura, 4000 fusi della filatura, 5 macchine per ritorcere, 14 tra folle e purgapanni, 11 macchine per la rifinizione dei tessuti e 2 officine una per il legno una per il ferro per la manutenzione dei macchinari
1936 La Guerra in Africa fu l'occasione di incremento della produzione e di conseguenti e necessari aggiornamenti dei Macchinari
1944 I tedeschi in ritirata irrompono nel Lanificio arrecando molti danni ai macchinari e alle strutture,(Indignati più per una lapide marmorea avente scritto:" Vietato l'ingresso ai Tedeschi", che per la ritirata in se.Riportata, seccessivamente alla luce da Grisolini*
durante la ristrutturazione dei locali ma in seguito andata perduta) i quali danni ammontarono a circa 192 milioni!!
1957 Luigi Lombard jr affitta il Lanificio a Walter Banci
1959 Il Lanificio di Stia viene riaffittato da Luigi Lombard jr ad un altra industria Pratese: Lanificio Ezio Morelli di Morello
1894/1957 La Famiglia Lombard
1961 Il Lanificio di Stia dopo 4 anni in affitto viene ceduto da Lombard a Morelli che acquista l' immobile a nome del figlio Vincenzo, ma la gestione rimarrà a nome di Lui
1961 Nasce all'interno del Lanificio la ditta "Tessilnova" di G. Grisolini per la tessitura conto terzi e per conto proprio, producendo il famoso "Panno Casentino"
1964/66 Al Lanificio E. Morelli arriva un attestato dalla ex. URSS sulla fornitura di tessuti double prodotti a Stia
1978 L'industriale Morelli cede alla Soc. Ci.Mo. Export la gestione del Lanificio di Stia
1985 Fallimento della Ci.Mo. Export
1987 Costituzione della "Cooperativa Alto Casentino" per la filatura della lana, costituita da 22 ex.Operai della Ci.Mo. Export
1989 Il Grisolini acquista una parte del Lanificio dove allestisce il il proprio laboratorio* e le basi per un Museo sulla Lana
1997 L' area del Lanificio di Stia viene acquistata da Luciano Bianchi industriale aretino
2000 La "Cooperativa Alto Casentino" posta in liquidazione, affitta i macchinari alla Soc. "Merinos" s.r.l., in attesa di vendita all' Asta
2001 I 2 Assortimenti di Cardatura(Octir: 2.5h) e le 2 filande (Bigagli) vengono acquistate da Luciano Benetton.
E' la fine di un Arte, di una Cultura, praticata per Secoli in questo Paese con passione e successo dall' intera popolazione, ma oggi, dimenticata e messa da parte, da chi, in questa Arte ha la propria Storia
* Benvenuto!
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